Denuncia di successione: comporta sempre l’accettazione dell’eredità?

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito (con sentenza 31 ottobre 2016 n. 22017) il principio secondo cui “la denuncia di successione ed il pagamento della relativa imposta non comportano accettazione tacita dell’eredità.”
“Trattandosi di adempimenti fiscali che, in quanto diretti ad evitare l’applicazione di sanzioni, hanno solo scopo conservativo” e rientrano quindi tra gli atti previsti dall’art. 460 codice civile che il chiamato a succedere può compiere prima dell’accettazione o meno dell’eredità.

denuncia di successione

Eredità: fare la denuncia di successione non comporta accettazione tacita

Il secondo comma dell’articolo prevede che il chiamato all’eredità (ossia colui che può accettare l’eredità, ma non lo ha ancora fatto), prima dell’accettazione della denuncia di succesione, può compiere “atti conservativi, di vigilanza e di amministrazione temporanea”.

Al contrario, ha chiarito sempre la Suprema Corte, c’è accettazione tacita dell’eredità quando vi è ricorso alla Commissione Tributaria contro l’avviso di accertamento del maggior valore notificato dall’Amministrazione finanziaria e la successiva stipulazione di un concordato per la definizione della controversia.
Questo perché questi atti non sono meramente conservativi ma tendono alla definitiva soluzione della questione fiscale.

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