Durata mandato agenzia immobiliare…

Tizio decide di vendere il suo immobile e, per reperire possibili acquirenti, affida l’incarico all’agenzia Alfa affinchè ne procuri la vendita ad un prezzo determinato per un certo periodo.

durata mandato agenzia immobiliare

Quanto è la durata mandato agenzia immobiliare?

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Qualche tempo dopo la scadenza del termine convenuto per la durata dell’incarico, Tizio conclude un contratto di compravendita con Caio, cui l’Agenzia aveva in passato mostrato l’appartamento.

A seguito di tale circostanza, la mediatrice convenne in giudizio sia Tizio che Caio per vederli condannati al pagamento delle provvigioni spettanti per la conclusione positiva dell’affare.
Questi ultimi si costituivano chiedendo il rigetto delle pretese avversarie, sul presupposto che la stipula del contratto era avvenuta a notevole lasso di tempo dalla scadenza dell’incarico affidato all’Agenzia e che pertanto l’affare non poteva considerarsi concluso per effetto dell’intervento di quest’ultima, considerati il lungo periodo di tempo trascorso dopo la visita all’immobile di Caio, la differenza del prezzo di compravendita rispetto a quello indicato nella lettera di incarico e la diversa persona (la figlia di Caio in luogo di quest’ultimo) cui era stata poi intestata la proprietà dell’appartamento al momento dell’acquisto.
All’esito del giudizio di secondo grado , la corte d’appello di Lecce ha statuito come dovuta la provvigione all’agenzia, considerato dirimente che l’appartamento offerto in vendita fosse stato visitato su iniziativa del mediatore, il quale pertanto aveva reso edotta la parte acquirente della possibilità della compravendita e del soggetto proprietario, il quale, tra l’altro aveva presenziato alla visita.
A nulla valevano le circostanze che fosse intervenuto un consistente periodo di tempo trascorso prima dell’acquisto, il fatto che fosse stato formalizzato qualche decina di giorni dopo la scadenza dell’incarico, la differenza fra il prezzo inizialmente richiesto e quello successivamente indicato nell’atto di compravendita: tutti elementi che non hanno di per sé rilevanza ai fini dell’esclusione del rapporto di causalità fra l’intervento del mediatore e la conclusione dell’affare.
La Corte ha avuto modo di ribadire che … “Il diritto del mediatore alla provvigione sorge quando la conclusione dell’affare sia in rapporto causale con l’opera dallo stesso svolta, senza che sia necessario il suo intervento in tutte le fasi delle trattative, fino all’accordo definitivo, con la conseguenza che anche la semplice attività consistente nel reperimento e nella indicazione dell’altro contraente, o nella segnalazione dell’affare, legittima il diritto alla provvigione, sempre che la descritta attività costituisca il risultato utile di una ricerca fatta dal mediatore, e poi valorizzata dalle parti; né, una volta concluso l’affare, assume rilevanza, sotto il profilo della incidenza sulla efficienza causale esclusiva o concorrente dell’opera di detto mediatore, la assoluta identità delle condizioni alle quali la trattativa sia stata portata a termine solo successivamente “.

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Anche se il contratto è spirato bisogna pagare l’agenzia immobiliare

Del pari non ha rilevanza il fatto che l’acquisto dell’immobile sia stato fatto a nome della figlia e non del genitore, trattandosi di scelta, effettuata dalla parte acquirente, in base alle proprie convenienze soggettive, che a sua volta non interrompe il rapporto di causalità fra l’intervento del mediatore e la conclusione dell’affare “…Il diritto del mediatore alla provvigione, ex art. 1755 c.c., deve essere riconosciuto in relazione alla conclusione dell’affare e non già in relazione alla conclusione del relativo negozio giuridico tra le stesse parti, cosicché il mediatore ha diritto alla provvigione anche se le parti dell’affare sostituiscano altri a se stesse nella stipulazione del contratto”
Il diritto del mediatore al compenso, infatti, “va ricollegato all’utilità dell’opera da lui svolta nel favorire la conclusione dell’affare, non già alle forme giuridiche mediante le quali l’affare medesimo sia stato concluso, né alla circostanza che la formalizzazione finale coincida in tutto e per tutto con le modalità di gestione del rapporto nella fase delle trattative; in altri termini, la realizzazione del risultato economico perseguito dalle parti prevale su ogni altra considerazione, qualora il suddetto risultato sia stato raggiunto per effetto dell’intervento del mediatore; sicché il diritto al compenso spetta a quest’ultimo quali che siano le modalità formali con cui l’affare si realizzi e finanche se le parti originarie sostituiscano altri a sé nell’intestazione giuridica del bene”
La Sentenza: Corte d’Appello di Lecce, 28-06-2016

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