Il congedo straordinario per l'assistenza di familiari con disabilità

Il congedo straordinario per l’assistenza di familiari con disabilità

Ringraziamo la collega Avv. Stefania Cerasoli per il prezioso contributo.

 

Il congedo straordinario per l’assistenza di familiari con disabilità, disciplinato dal D.lgs. 26.03.2001 n. 151, art. 42 ss.mm., consiste nella possibilità di astenersi dal lavoro, per un periodo massimo di due anni nell’intera vita lavorativa, per i familiari, appunto, di una persona con disabilità.


L’ordine di priorità è: coniuge o parte dell’unione civile, genitori, figli, fratelli e sorelle. Rimane ferma la condizione dell’assenza di ricovero con le eccezioni che vedremo in seguito.


Tale astensione è frazionabile anche a giorni (non a ore) ed è retribuita con un’indennità che corrisponde alle voci fisse e continuative dell’ultimo stipendio dando diritto all’accredito dei contributi figurativi ai fini pensionistici.


Nell’ordine il congedo straordinario spetta: al coniuge, ai genitori, ai figli, ai fratelli e sorelle, ad altri parenti e affini, conviventi, sino al terzo grado (nel caso in cui siano assenti, o in una situazione giuridica assimilabile all’assenza, i familiari più prossimi).

 

congedo straordinario


Il requisito della convivenza è necessario qualora a richiedere il congedo siano: il coniuge,la parte dell’unione civile, i figli, i fratelli/sorelle o i parenti/affini entro il terzo grado del disabile grave.

Ove per convivenza si intende, in via esclusiva, la residenza, ritenendo a tale fine sufficiente anche la residenza nel medesimo stabile, stesso numero civico, anche se non nello stesso interno.


Preme evidenziare che il congedo straordinario spetta al genitore anche nel caso in cui l’altro genitore non ne abbia diritto, ad esempio perché lavoratore autonomo.


Resta inteso che, qualora entrambi i genitori siano lavoratori dipendenti, il congedo spetterà in via alternativa alla madre o al padre. Infatti, la persona con disabilità non potrà essere assistita contemporaneamente o in momenti diversi dai due genitori lavoratori essendo concessi, per ogni persona con disabilità, solo due anni di congedo complessivi nell’arco dell’intera vita lavorativa.


Quindi, per intenderci, due lavoratori dipendenti, figli di una persona con disabilità, non potranno usufruire di due anni d’assenza ciascuno per assistere lo stesso genitore ma solo ed unicamente di due anni in totale, fermo restando che i due anni sono da intendersi come massimo utilizzabile, per ciascun dipendente, nell’intero arco della vita lavorativa.

 

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Il congedo straordinario per l’assistenza di familiari con disabilità


Così come, nel caso in cui entrambi i genitori siano in situazione di disabilità grave, lo stesso lavoratore non potrà usufruire di un “raddoppio”: un ulteriore periodo biennale per l’altro genitore in situazione di disabilità grave è ipotizzabile solo per l’altro figlio (o familiare), con decurtazione di eventuali periodi da lui utilizzati a titolo di permessi per gravi e documentati problemi familiari.


Peraltro, il congedo straordinario, così come avviene per i permessi Legge 104, è riconosciuto a un solo lavoratore per l’assistenza alla stessa persona con handicap grave.

Di conseguenza, se esiste già un referente unico titolare di permessi per l’assistenza al disabile, un eventuale periodo di congedo straordinario può essere autorizzato solo in favore dello stesso referente (salvo limitate eccezioni).


Ulteriore presupposto per il riconoscimento del congedo straordinari è la mancanza di ricovero a tempo pieno (quindi per tutte le 24 ore) del familiare in situazione di disabilità grave.

In tal caso è evidente la non necessità del beneficio, essendo il proprio caro seguito per l’intero arco della giornata.

 

 

 

Per una consulenza da parte degli Avvocati Berto in materia di

congedo straordinario per l’assistenza di familiari di persone con disabilità

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