Se il marito frequenta siti di incontri è configurabile la violazione dell’obbligo di fedeltà.

Fedeli sono coloro cui manca l’occasione di non esserlo.” (M. Morandotto).

La Cassazione aggiunge: anche cercare di non essere fedele può costituire infedeltà.

Tra gli obblighi che il nostro codice civile fa sorgere con il matrimonio in capo ai coniugi v’è quello di fedeltà (art. 143 cc.)

La violazione di tale precetto potrebbe comportare la pronuncia di addebito della separazione.

Lasciamo stare che, da alcune parti, vi sia la richiesta di eliminare tale obbligo tra quelli che nascono con il matrimonio

Concentriamoci sui fatti

Cosa è la fedeltà in ambito coniugale?

Ci ho messo un po’ a capire che è più importante che una donna sia felice che fedele. Perchè una donna felice non tradisce. (F. Volo)

Dedizione fisica e spirituale, recita alcuno.

Impegno reciproco di devozione, precisa un altro.

Ed ancora lealtà, non tradire la fiducia del coniuge.

Per la giurisprudenza il concetto è abbastanza elastico.

Un dato certo è che non si riduce al semplice astenersi da rapporti sessuali con altri.

Animo et corpore, per dirla in latino.

E’ imposto un ampio obbligo di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi, la cui declinazione, ovviamente, può variare col mutare dei tempi.

Siamo nell’era tecnologica e oramai su internet si fa tutto: si compra, si legge, si comunica, si conosce.

Brulicano siti sempre più numerosi e disomogenei volti a favorire incontri tra persone allo scopo di favorire conoscenze, incontri, passioni.

L’occasione fa l’uomo ladro.

Il quesito odierno è questo: se un coniuge fosse scoperto a frequentare siti di incontri sarebbe configurabile una condotta contraria all’obbligo di fedeltà?

Secondo una recentissima pronuncia della Cassazione la risposta è affermativa.

marito frequenta siti di incontri

Il marito frequenta siti di incontri: violazione dell’obbligo di fedeltà

Nel caso di specie i coniugi nel procedimento di separazione giudiziale erano a chiedere, reciprocamente, la pronuncia di addebito.

Il marito si doleva che la moglie avesse abbandonato il tetto coniugale senza giusta causa.
La moglie che il marito frequentasse siti volti a favorire la “ricerca di compagnie femminili”.

In primo grado e secondo grado di giudizio era stata pronunciata la “colpa” del marito.

La decisione è stata confermata dalla Suprema Corte.

 Ricercare  “relazioni extraconiugali tramite internet è circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione“.

marito frequenta siti di incontri

Fedeltà non è solo astenersi da rapporti sessuali con terzi ma avere un comportamento leale col coniuge

In sostanza, come ogni pronuncia di addebito bisogna verificare se la condotta che abbia violato gli obblighi matrimoniali sia stata il motivo determinante dell’arenarsi del rapporto coniugale.

Ove si consolidi nel solco di una crisi in atto andrà valutata con minor rigore (ne avevamo parlato a questo link).

In ogni caso, si è ritenuto che la navigazione in cerca di compagnia costituisca, potenzialmente, un comportamento idoneo a ledere la fiducia tra i coniugi e, pertanto, capace di far naufragare il rapporto.

 L’ordinanza della Corte di Cassazione: n. 9384/2018.

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