Matrimonio non consumato: una circostanza che può intaccare la stabilità del vincolo

Omnia amor vincit!

Matrimonio senza sesso

il Matrimonio non consumato può essere sciolto

L’amore vince tutto…quello paziente, però. Così pare, indirettamente, suggerire la pronuncia della Cassazione oggi in esame. Per poter considerare una relazione tra due persone al rango di quella matrimoniale, dopo aver celebrato le nozze i due sposini debbono “consumare” il matrimonio. Si deve instaurare, cioè, oltre alla comunione spirituale tra i consorti, anche quella fisica, altrettanto imprescindibile.

Altrimenti? Pena la possibilità di chiedere direttamente lo scioglimento del matrimonio, senza passare tramite il periodo di separazione, per i coniugi che, appunto, non abbiano intrattenuto il “congresso carnale”.

E’ logico: l’inconsumazione  è una sorta di spia circa le possibilità di funzionamento della macchina coniugale e conferisce, pertanto, una soluzione pronta ed immediata per le coppie che abbiano questi problemi e vogliano porre urgente termine al loro vincolo matrimoniale.

Ma andiamo in profondità al caso di oggi.

Una coppia di neo sposi, dopo aver convolato e prima di aver adempiuto ai conseguenti “doveri”, viene separata dal braccio della giustizia, che – spietato – viene a segregare il marito dietro le sbarre, per un periodo di tempo notevolissimo.

Quest’ultimo, preoccupato che il vincolo matrimoniale testè conseguito possa venir meno, senza aver consumato il rapporto coniugale, chiede un permesso cd ” di necessità” – che l’ordinamento penitenziario riconosce come rimedio d’urgenza ai detenuti che vertano in condizioni di particolare gravità – per poter incontrare la moglie in una casa di accoglienza e così sigillare fisicamente quanto solo verbalmente celebrato.

E l’impossibilità di adempiere ad un dovere sì rilevante ai fini del vincolo matrimoniale è stata prospettata dal detenuto come circostanza di “particolare gravità“.

Non così è parso al Tribunale, chiamato in prima battuta a pronunciarsi sulla questione. E nemmeno a parere della Cassazione. “Ci sono i permessi premio“, viene obiettato,  ossia delle uscite concesse a scopo premiale a detenuti che abbiano “manifestato costante senso di responsabilità e correttezza nel comportamento personale, nelle attività organizzate negli istituti e nelle eventuali attività lavorative o culturali”. Ma dopo un consistente periodo di detenzione.

matrimonio non consumato in carcere

Non può essere chiesto un permesso per consumare il vincolo.

Nel caso di specie, è stato osservato, non rientrano i gravi motivi, che sono connotati da “carattere emergenziale ed eccezionale e, quindi, coerentemente limitati a situazioni la cui gravità si ponga in termini di irreparabilità attuale (morte di un familiare o di un convivente) o concretamente probabile (imminente pericolo di vita degli stessi), o sia comunque connotata dall’incombere di eventi familiari particolarmente pregiudizievoli“. L’amore vince tutto, se è paziente.

 

L’augurio per questo matrimonio inconsumato è che la pazienza sappia reggere al passare degli anni. La Sentenza: Cass. pen. Sez. I, Sent., (ud. 29-09-2015) 12-01-2016, n. 882   Clicca qui per avere una consulenza in materia familiare

Leave a reply