impugnazione del testamento

Impugnazione del testamento: occorre distinguere la tipologia di invalidità….

Cosa non deve sfuggire per l’impugnazione del testamento.

Tutti possono sbagliare: anche il testatore nel momento del confezionamento delle sue ultime volontà.
I vizi che possono colpire il testamento possono essere più o meno gravi, dando luogo a diverse fattispecie di invalidità.
Avremo, così, un testamento olografo nullo se – ad esempio – battuto a macchina o scritto da mano terza, o ancora privo di sottoscrizione o contenente condizioni illecite, che sono state l’unico motivo che abbia determinato la redazione di tale atto.
Il testamento sarà annullabile se, ad esempio, privo di data, oppure se stilato da soggetto che fosse incapace di intendere al momento in cui lo ha scritto, o per vizio del volere.
Da ultimo, anche se tecnicamente non è corretto parlare di invalidità, il testamento potrebbe contenere delle disposizioni lesive dei diritti di alcune categorie di eredi, denominati legittimari, e potrebbe dar luogo ad una iniziativa volta a richiedere il ristoro delle ragioni successorie di questi soggetti.

impugnazione del testamento termini

… e i termini di decorrenza per agire.

Bene, si tengano in considerazione tre termini.
1. L’azione per impugnare un testamento nullo non è soggetta a prescrizione.
Si potrà sempre invocare tale suprema invalidità, salva l’eventuale eccezione da parte del soggetto avvantaggiato dall’atto nullo di rivendicare l’usucapione di quanto ricevuto, qualora ve ne fossero i presupposti.
2. Per impugnare un testamento annullabile occorre agire entro 5 anni.
La decorrenza di tale termine varia a seconda delle circostanze, e può partire, ad esempio, dal momento in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie (nel caso di testamento redatto da incapace, o per uno  con data difettosa), oppure dal momento in cui si è avuta notizia della violenza, del dolo o dell’errore in caso di vizio del volere.
3. Il termine per l’impugnazione del testamento lesivo dei diritti spettanti ai legittimari, vuoi perchè disponente quote inferiori a quelle di legge, vuoi perchè totalmente escludente taluni soggetti aventi diritto, è di dieci anni e decorre – in base alle pronunce più attestate in merito – dal giorno dell’apertura della successione, ossia dalla morte del testatore.

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