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Senectus ipsa morbus, la vecchiaia è di per se stessa una malattia, dicevano gli antichi.
Oggi giorno quest’ottica è cambiata, per cui senectus ipsa virtus.
amministratore di sostegnoNon possiamo trascurare, tuttavia, che con l’incedere degli anni emergano sempre nuove circostanze fisiologiche che ci rendano via via meno capaci rispetto ad una volta, ci tolgano autonomia e lucidità.

Tutti, allora, prima o poi ci chiederemo che cosa ne sarà noi quando saremo vecchi, o quando perdermo la nostra indipendenza: dove andremo? Con chi andremo?
Il nostro ordinamento, per lungo tempo, ha dato due tipi di risposte a questi interrogativi: interdizione e inabilitazione. Due misure severe e rigorose, che rispettivamente tolgono o riducono significativamente la capacità di agire del soggetto da proteggere.

Con la nomina dell’amministratore di sostegno si è voluto cambiare rotta: un intervento mirato, un abito su misura, ritagliato secondo le effettive necessità del beneficiario, che toglie capacità nei limiti del necessario e solo negli ambiti per cui è necessaria effettiva tutela.
In quest’ambito della nomina dell’amministratore di sostegno è indispensabile che il Giudice Tutelare venga “aiutato” nello stilare il proprio provvedimento di nomina, facendogli ben presenti le criticità del soggetto che richiede tutela, quali siano gli aspetti della vita quotidiana in cui ha perso autonomia, quali altri, invece, rimangano intatti, quali potrebbero essere i soggetti che meglio di tutti potrebbero essere candidati alla nomina di amministratore di sostegno, alla luce dei preminenti interessi del beneficiario e sempre tnomina dell'amministratore di sostegnoenendo come stella polare i suoi bisogni e le sue aspirazioni.

Gli avvocati Berto aiutano chi si trovi in situazione di difficoltà ed i suoi famigliari ad intraprendere il cammino più idoneo per la compiuta tutela dei loro diritti, per poter guardare serenamente al futuro.
In quest’ottica, il cammino da intraprendere partirà da un’attentissima seduta di ascolto , per poter definire gli ambiti di intervento; quindi – e se ritenuto – si predisporrà il ricorso, si provvederà alle notifiche dello stesso e del decreto del Giudice tutelare alla vasta cerchia di parenti ed affini; si parteciperà personalmente alle udienze e si aiuterà per gli incombenti successivi (redazione e deposito dell’inventario, rendiconto, istanze etc….) mantenendosi sempre disponibili per elaborare le istanze del caso allorquando si rendessero necessari autorizzazioni o interventi del Giudice tutelare.