Visita ai figli di genitori separati durante l'emergenza Coronavirus

 

Visita ai figli di genitori separati durante l’emergenza Coronavirus.

 

Dalla crisi sanitaria, a quella economica, alla crisi degli affetti.


Coronavirus appare essere un’emergenza che coinvolge tutti i segmenti della vita delle persone, tant’è che gli studiosi – ma non ci vuole una laurea per predirlo – ipotizzano ripercussioni sulla salute psicologica per un italiano su due.


I DPCM si sono susseguiti ed hanno via via ristretto il campo della libera circolazione dei cittadini.

 

 

Restare a casa”: un obbligo di civiltà, prima ancora che un’ordine dell’autorità da rispettare.


Come per tutti i provvedimenti improvvisati dall’urgenza, molte sono le zone grigie, rispetto alle quali vi sono margini di dubbio sull’applicazione del divieto.


Oggi ci occupiamo del diritto alla visita ai figli dei genitori separati durante l’emergenza Coronavirus.

 

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Il Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 22 marzo 2020  proibisce “a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.


Non solo. A differenza di quanto statuito nel precedente Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, ora non è nemmeno più consentito “il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Conosciamo, quindi, le motivazioni per cui il divieto contempli una deroga e, di primo acchito, non sembrerebbero consentiti spostamenti per far visita a parenti.


Ci sono  un “ma” e due “però”.


Un’apertura la rinveniamo dal sito del Governo, laddove alle FAQ, in risposta ai quesiti interpretativi sul decreto, ve ne è uno apposito, concernente il diritto di visita dei genitori separati.


Domanda: Sono separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli?
, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.


Tutto bene? Tutti d’accordo?


No, e il motivo è presto detto.


Logica vuole che se è rischioso il contatto tra nuclei di persone diverse, quali – purtroppo – sono quelli composti da due genitori separati, propugnare la spola ai figli, da una casa all’altra, oppure sottoporli alla frequenza, pur familiare, di soggetti con ulteriore esposizione contaminosa, potrebbe costituire un rischio non da poco.


Ed ecco i due “però”.


Due pronunce giudiziali, venute a pronunciarsi proprio sulla possibilità di visita e di spostamento dei figli durante il periodo di emergenza.


Il Tribunale di Napoli, con provvedimento recante data 26 marzo scorso, ha disposto che la disciplina delle visite non preveda più lo spostamento dei minori ritenuta la “inopportunità di tale spostamento” atteso il delicato momento in essere e “l’esposizione al rischio”.


Dello stesso avviso la Corte di Appello di Bari, Sezioni Minori e famiglia, che ha ritenuto non sicuri e prudenti gli incontri dei minori con genitori dimoranti in comune diverso da quello di residenza.


Per la corte pugliese, infatti, lo scopo primario della normativa che ha limitato il libero movimento sul territorio è il contenimento del contagio, con conseguente sacrificio di tutti i cittadini ed anche dei minori, rispetto ai quali, tra l’altro, “non è verificabile” se nel corso del rientro presso il genitore collocatario siano stati esposti a rischio sanitario con conseguente rischio per coloro che ritroveranno al rientro presso la propria abitazione.

 

Diritto di visita figli separati coronavirus

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Conseguentemente, si è ritenuto di limitare il diritto di visita, da esercitare attraverso lo strumento delle videochiamate per periodi di tempo uguali a quelli fissati e secondo il medesimo calendario.


Una statuizione, peraltro, in linea con le stesse interpretazioni governative che, proprio nelle medesime FAQ cui abbiamo accennato, sconsigliava la visita dei nipoti ai nonni, seppur motivata dalle esigenze lavorative dei genitori, giustificandola “solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ma si sottolinea che ciò è fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. È quindi assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi”.

 

 

 

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