Affidamento del cane in caso di separazione

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A chi spetta l’affidamento del cane in caso di separazione?

I tempi cambiano, i costumi evolvono.
Per i cani oramai si trovano negozi di abbigliamento, alberghi con apposite cucine gourmet, addirittura pompe funebri.

E’ naturale che sia entrato nel recente contesto delle problematiche attinenti la separazione tra coniugi il problema relativo al destino che dovranno subire gli animali di affezione.
Una recente pronuncia del Tribunale di Como ha fatto il punto della situazione su tale tematica.
Se la separazione è consensuale, ben potrebbe essere che i coniugi inseriscano tra le condizioni le modalità che regolano i tempi di visita e di permanenza del cane presso ciascuno di essi, nonchè un contributo al mantenimento dello stesso.

Se, infatti, da un lato è pacifico che tale ultima previsione abbia inequivoco contenuto economico, e possa pertanto trovare collocazione nella procedura di separazione, per quanto attiene alle condizioni relative agli “aspetti del rapporto con l’animale”, la loro disciplina pattizia può essere considerata degna di tutela – a sensi delle civilistiche disposizioni che disciplinano le obbligazioni non patrimoniali – e, pertanto, non sarebbe d’intralcio alla piena omologazione della separazione.

Discorso diverso si avrebbe in caso di separazione giudiziale, allorquando il Tribunale lombardo ha escluso si possa richiedere al Giudice di disciplinare questioni attinenti l’affidamento di un animale, “non essendo tenuto ad occuparsi dell’assegnazione di animali d’affezione all’uno o all’altro coniuge“.
Sull’affidamento del cane in caso di separazione la giurisprudenza non è pacifica: si assiste, infatti, a pronunce che riconoscono come il sentimento per gli animali abbia oramai raggiunto un riconoscimento e protezione di rango costituzionale, specie a seguito della ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, mentre altri provvedimenti, allineandosi sul contenuto della pronuncia oggi presa in esame, hanno statuito come debba essere espunta dalla decisione del giudicante tale questione non attinente all’ “oggetto dei procedimenti di famiglia“.

Ad ogni modo è interessante cogliere il disappunto del Tribunale orobico allorquando – a fronte della prospettata disciplina dei reciproci contributi economici dei coniugi per il cane, nonchè giorni ed ore di visita, prelievo e consegna dell’animale, feste comprese –  ha stigmatizzato comeuna caduta di stile sul piano culturale” l’adozione per animali di compagnia di “clausole generalmente adottate in tema di affidamento e protocollo di visita dei figli minori”.

La pronuncia sull’affidamento del cane in caso si separazione : Tribunale di Como, decreto 3 febbraio 2016

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