La presenza di tubi interrati è ritenuta sufficiente per l’accertamento della costituzione di servitù per usucapione o destinazione del padre di famiglia.

Apparenza.

Per poter invocare l’acquisto per usucapione di una servitù è necessario non solo un possesso pubblico, pacifico, continuato e non interrotto per il tempo prescritto dalla legge (di regola 20 anni) ma anche che tale possesso sia appurabile dalla presenza di  opere (naturali o artificiali) visibili e permanenti che rivelino in modo inequivocabile l’esistenza della servitù. (art. 1061 cc): si parla, per l’appunto, di servitù apparenti.

tubi interrati

Possono essere usucapite solamente le servitù apparenti, ossia rilevabili dalla presenza di opere visibili e inequivocabilmente destinate all’esercizio della servitù

Perchè tale specifica?

Per cercare di impedire possano essere invocati a fondamento dell’acquisto del diritto attività esercitate clandestinamente o per mera tolleranza.

Ebbene, è innegabile che talvolta sia difficile configurare per certa l’esistenza di opere dall’inequivoca destinazione all’esercizio della servitù.

La giurisprudenza, al riguardo, ha chiarito che si dovrà effettuare una verifica caso per caso, nella specifica realtà sociale, negli usi e nelle consuetudini propri di un determinato luogo e di un’epoca precisa.
Non rileva che tutta l’opera sia apparente, essendo sufficiente la presenza di segni visibili, idonei a farne supporre l’esistenza.
Si è, inoltre, specificato, che tali segni potranno essere visibili da un punto di osservazione non necessariamente coincidente col fondo servente ma dovranno essere tali da rendere obiettivamente manifesta, per chi possegga detto fondo, la situazione di asservimento.

Tubi interrati sono opera apparente?

Viene da chiedersi se l’appurata presenza di un tubo, seppur interrato o cementato su un muro, possa ritenersi opera visibile, volta a consentire l’accertamento della servitù oppure debba considerarsi non apparente.

tubi interrati

Tubi interrati: non è necessario che l’opera sia interamente e sempre visibile, ma sufficiente anche sia rilevabile saltuariamente.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione depone per la prima ipotesi.

I giudici ermellini si erano trovati a dirimere una controversia attinente l’accertamento o meno della servitù di acquedotto, la cui opera asseritamente idonea a renderla apparente era la presenza di tubatura idrica posizionata al di sotto dell’appartamento costituente fondo servente.

La suprema Corte ha rilevato che  “la visibilità dal fondo servente è, dunque, un’ipotesi normale ma non per questo esclusiva, essendo, piuttosto, sufficiente che le opere destinate all’esercizio della servitù siano visibili – anche se solo saltuariamente ed occasionalmente – da qualsivoglia altro punto d’osservazione, anche esterno al fondo servente, purchè il proprietario di questo possa accedervi liberamente, come nel caso in cui le opere siano visibili da una vicina via pubblica

A tal fine l’opera non dovrà necessariamente essere “a vista” e nemmeno sarà necessario che il proprietario del fondo asservito sia a conoscenza dell’esistenza dei tubi interrati, essendo, per l’appunto, sufficiente la loro obiettiva ed inequivoca destinazione a servire altro fondo.

La sentenza della Corte di Cassazione: Cass Civ. 14292/2017 

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